mercoledì 11 novembre 2009

Scambio epistolare con un giornalista

by N.T. 30 settembre 2009

La brutta storia dei figli di Petros Solomon ci sta a cuore, come ci sta a cuore la popolazione civile eritrea che non ha voce per gridare il proprio dolore.
[http://www.awate.com/portal/content/view/5233/3/]
[http://www.awate.com/portal/content/view/5216/3/]

[http://espresso.repubblica.it/dettaglio/desaparecidos-d-africa/2111093]

Quando ho informato molti colleghi studenti di Asmara della sparizione (cattura) dei ragazzi, alcuni mi hanno suggerito di non mettere a repentaglio la fuga dei figli di Petros, altri mi hanno chiesto se facevo il gioco di qualche opposizione e continuavano a chiedermi perchè mi interessavo di questi ragazzi.

Mio malgrado, la brutta notizia l'ho avuta durante il periodo che si svolge l'esame di maturità in Italia che coincide a quello delle scuole italiana all'estero. I ragazzi di Petros erano spariti proprio il giorno prima dell'inizio dell'esame e nessuno riusciva ad individuare dove erano finiti. Nemmeno le telefonate alla zia, con la quale vivevano i ragazzi, hanno potuto risolvere la questione.

Probabilmente la notorietà dei genitori di questi ragazzi e la mancata presenza all'esame finale, che non si poteva rimandare, inquietava i professori e studenti. C'era (c'è tutt'ora) un sospetto che membri dei servizi eritrei abbiano organizzato il sequestro e poi fabbricato la storia della fuga. Il sospetto nasce, poichè, i ragazzi erano abbastanza bravi da meritarsi borse di studio per l'estero. In due anni avrebbero potuto concludere i doveri di cittadini eritrei e potevano sperare di uscire dal paese a studiare all'estero.

Personalmente mi sento coinvolto in questa storia solo perchè loro hanno seguito le orme dove sono passato io. Hanno frequentato la stessa scuola e magari gli stessi professori. Allora l'osservazioni di alcuni, i quali chiedevano del perchè continuare a raccontare solo la storia dei figli di Petros, possono essere dei dubbi validi.

Ho pensato quindi che forse bisogna "informare" l'opinione pubblica sia italiana che quella italo-eritrea delle diverse attrocità compiute dal regime di Iseyas Afewerky. Anzi al posto del termine "informare" userei "ricordare", poichè molti sono a conoscienza dei fatti e ma hanno la memoria corta.

Nessun commento:

Posta un commento